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La scuola a prova di privacy: la nuova guida del Garante

La scuola a prova di privacy è la nuova guida del Garante che affronta il tema della privacy in ambito scolastico.

Un opuscolo di oltre 30 pagine (scaricabile dal sito del Garante della privacy) nel quale vengono trattati diversi argomenti.

La sezione denominata “vita dello studente” affronta diversi problematiche inerenti alla vita scolastica e chiarisce i limiti entro i quali non si possa parlare di violazione della privacy.

La scuola a prova di privacy: Iscrizione a scuole e asili

Ai fini dell’iscrizione le scuole possono richiedere dati personali che siano strettamente collegati all’iscrizione stessa.

Nessun dato ulteriore, quindi, che non sia necessario.

Non sarà per ciò possibile chiedere professione o informazioni relative allo stato di salute dei genitori dell’alunno.

Nel caso di dati sensibili, inoltre, l’istituto scolastico sarà legittimato a richiedere tali informazione unicamente se si tratti di dati necessari ed indispensabili per l’attività istituzionale svolta.

La scuola a prova di privacy: Temi in classe

Nessuna violazione della privacy per quanto riguarda i temi svolti in classe.

Nemmeno nel caso di argomenti che riguardano la vita personale di alunni e famiglie.

Viene lasciata alla sensibilità dell’insegnante la modalità con cui il tema possa venire letto in classe e viene nel contempo ribadito l’obbligo di riservatezza al quale sono tenuti tutti gli  insegnanti.

La scuola a prova di privacy: voti ed esami

Esiti di scrutini ed esami di Stato sono pubblici.

Unica attenzione per eventuali dati sensibili relativi a prove differenziate o disturbi dell’apprendimento.

Questi non andranno inseriti nei tabelloni, ma indicati unicamente nell’attestato rilasciato allo studente.

La scuola a prova di privacy: comunicazioni scolastiche.

Comunicazioni scolastiche e circolari destinate ad una pluralità di soggetti non dovranno riportare dati sensibili.

Nessun riferimento, quindi, a nome o identificazione dell’alunno protagonista di casi di bullismo o di altre vicende definite dallo stesso Garante “particolarmente delicate”.

La scuola a prova di privacy: disabilità e disturbi specifici dell’apprendimento.

Divieto assoluto alla diffusione di dati relativi allo stato di salute, ad eventuali handicap e a disturbi dell’apprendimento.

Per evitare la diffusione il Garante invita all’adozione di cautele specifiche per restringere i soggetti che abbiano accesso a questi dati.

Quindi divieto di accesso per tutti coloro che non debbano predisporre il piano didattico personalizzato.

La scuola a prova di privacy: gestione del servizio mensa.

I dati sensibili relativi alla somministrazioni di pasti possono rivelare le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere della famiglia.

Tuttavia qualora il trattamento dei dati avvenga da parte dell’ente che somministra i pasti nel rispetto dei propri regolamenti non potrà essere sollevata alcuna contestazione.

La scuola a prova di privacy: dalla scuola al lavoro

Le scuole secondarie, su richiesta dell’interessato, possono comunicare e diffondere, anche per via telematica e anche a privati, i risultati scolastici, sempre che sia data idonea informazione relativamente alla tipologia di dati trasmessi e ai destinatari degli stessi.

Resta ovviamente il divieto assoluto per quanto riguarda dati sanitari e giudiziari.

La scuola a prova di privacy: curriculum e identità digitale dello studente.

La riforma della scuola del 2015 ha istituito il c.d. “curriculum dello studente”.

L’individuazione delle modalità operative è stata demandata ad un apposito decreto del ministero, sul quale dovrà esprimersi il Garante.

In conclusione due sole osservazioni, una per la scuola e una per i genitori.

La scuola deve richiedere esclusivamente dati che siano strettamente necessari per il corretto espletamento della funzione scolastica.

E deve adottare tutte le precauzioni necessarie al fine di proteggere i dati sensibili.

I genitori, invece, prima di gridare allo scandalo per presunte violazioni della privacy dovrebbero informarsi adeguatamente (evitando così di creare scompiglio per nulla).

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