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11/07/2016

Piovono zucchine e anche le critiche

Piovono zucchine è un ristorante vegano, fino a qualche giorno fa sconosciuto a gran parte di noi.

Adesso tutti lo conoscono, ne parlano, lo criticano e ci scrivono post (sì anch’io lo sto facendo, ma non è come potrebbe sembrare…).

Ma andiamo per gradi.

La popolarità di Piovono zucchine

Il motivo della improvvisa popolarità del ristorante in questione risiede nel fatto che per pubblicizzare una cena (anche con scopi benefici) la tradizionale formula di Halloween “dolcetto o scherzetto” è stata sostituita con la tanto criticata “dolcetto o terremoto”, scatenando gli animi ancora duramente colpiti dal terremoto del centro Italia del  30 ottobre.

La forma

Indignazione generale e una valanga di critiche, commenti al vetriolo e molto spesso offensivi, attacchi personali anche alla grafica che ha curato la locandina e, nel più becero degli stili, la punizione per un errore commesso con recensioni negative lasciate sparse per la rete.

  1. #tuttisocialmanager: commenti di ogni genere, con consigli di vario tipo accomunati, però, dall’esortazione alle scuse.
  2. #lescusequestesconosciute: non solo le ragazze di Piovono zucchine non si sono scusate, ma addirittura hanno dato una risposta che sa tutto tranne che di scuse ed hanno proseguito sulla loro strada (con tanto di vafxxxx ben espresso).
  3. #socialmediacrisis: Piovono zucchine non è il primo caso e non sarà nemmeno l’ultimo di social media crisis, quindi tutto questo fervore sul caso ha basi che vanno ben al di là di una campagna mal gestita.
La sostanza (legata non solo a Piovono zucchine).

Il 30 ottobre la terra trema e ferisce profondamente un territorio ed una popolazione già duramente provata. Associare una campagna pubblicitaria per una cena di Halloween (seppur legata anche ad un’attività di beneficenza) al terremoto rivisitando il classico “dolcetto o scherzetto” non è una mossa che incontra il favore del pubblico.

Da qui la bufera.

  1. “Hanno completamente sbagliato, devono ripensare alle loro strategie di marketing”.
  2. “Possono risolvere la questione ammettendo di aver sbagliato”.
  3. “Adesso lascio una recensione negativa, se lo meritano”.
  4. “Guarda che maleducate, pure un vafxxxxxx al posto delle scuse.

Potremmo andare avanti a lungo. Basta andare a leggere i commenti e si trova davvero di tutto.

Loro hanno sbagliato (diamolo per assodato), ma il popolo di Facebook aveva il diritto di scrivere tutto ciò che è stato scritto?

È lecito commentare con insulti? Attacchi volgari? Parolacce?

È lecito attaccare personalmente chi sta dietro ad una campagna (mal riuscita)?

È lecito lasciare recensioni negative solo perchè non si condivide quello che è stato fatto? Per come è stata gestita la social media crisis?

La risposta a tutte queste domande è negativa, non si può, non è lecito.

Non è piaciuta nemmeno a me l’associazione con il terremoto, non mi è piaciuto il tono con cui hanno risposto alle critiche e no, non mi è piaciuta proprio per nulla la gestione di tutta la vicenda.

Bastava chiedere scusa? Non lo so.

Dovevano chiedere scusa? Forse sì.

Si doveva commentare in quel modo? C’era bisogno di accanirsi così? C’era bisogno di trasformarsi tutti in esperti di marketing? C’era bisogno di sciolinare consigli relativi alla linea da adottare?

C’era bisogno di lasciare recensioni negative?

Hanno cominciato prima loro, hanno sostanzialmente trattato male tutti quelli che commentavano“.

Internet è l’espressione della democrazia, tutti possono dire tutto. Peccato, però che ci siano dei limiti. Peccato che questi limiti vengano molto spesso superati. Peccato che in rete, a volte, ci si dimentichi di tutto questo, altro che disquisizioni sulle strategie di marketing ed epic fail.

 

Credits: l’immagine di questo post è tratta dalla pagina Facebook di Piovono Zucchine

2 Comments on “Piovono zucchine e anche le critiche

Eleonora
11/07/2016 a 14:33

Esatto Federica, è una questione di limiti, che sempre di più vengono superati senza nessun pentimento. A prescindere dalla campagna di comunicazione sbagliata, ora sui social tutti pretendono di esprimere la loro opinione. Tutti sanno tutto e possono parlare di qualsiasi cosa. Si perde di vista però che:

– in rete non c’è bisogno di tuttologi
– essere sui social non significa che sei il Supremo
– la negatività e l’attacco sui social è deleterio e controproducente
– la maggior parte delle volte si deve scegliere il silenzio

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Federica
11/07/2016 a 15:10

Eleonora purtroppo non ci si rende conto che anche online ci sono dei diritti ben precisi che non possono essere superati. Poi sì, hai ragione, non c’è bisogno di tuttologi (e il solo fatto di poter scrivere in rete non attribuisce competenze particolari).

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