Diritto e la Rete

Liberatoria per intervista: quali elementi inserire?

Se googoli  “liberatoria per intervista” alla disperata ricerca di un fac simile o di un modello da scopiazzare (anzi no, da cui trarre ispirazione) ti fermo subito.

Se devi fare un’intervista e la devi pubblicare sul tuo sito, sul blog, sui tuoi social network invece che perdere tempo rincorrendo un modello perfetto (che non esiste) è meglio che prendi carta e penna e inizi a segnare alcuni punti.

Basta rispondere a poche domande e sarai in grado di capire (da solo) quali aspetti devi regolamentare per essere davvero tutelato.

LIBERATORIA PER INTERVISTA: AL BANDO I MODELLI PRESTAMPATI

Perchè non amo i fac simile e i modelli standard?

La risposta è molto semplice.

Se la liberatoria serve per tutelarti e per prevenire problematiche future bisogna fare in modo che l’autorizzazione che ti viene rilasciata sia completa.

Questo significa che deve essere creata ad hoc per quello specifico caso concreto perchè non esistono mai “casi standard” ognuno ha delle caratteristiche particolari.

La liberatoria, quindi, è come un abito su misura.

Bisogna valutare attentamente ogni singolo aspetto e questo significa che andranno considerate tutte le possibili varianti.

COME COSTRUIRE UNA LIBERATORIA PER INTERVISTA

In linea generale si deve analizzare il caso concreto, quindi, si dovrà partire dai soggetti coinvolti e dall’argomento trattato.

Inizia con queste domande:

  • A chi è rivolta l’intervista?
  • È un soggetto maggiorenne?
  • Chi deve firmare la liberatoria?
  • Quali documenti devi allegare?
  • Di che cosa si parlerà nell’intervista?
  • Sono coinvolte terze persone?
  • È necessario chiedere ulteriori autorizzazioni a soggetti terzi?

Come vedi le variabili sono molteplici.

Il contenuto dell’intervista:

  • È predeterminato?
  • Le domande sono state concordate?
  • Sono stati messi dei divieti o vincoli particolari?

Può sembrare eccessivo, tutte queste questioni per una semplice intervista.

Magari pubblicata su un blog, magari neppure tanto seguito.

Eppure ricordati che il fulcro della questione è la tua tutela e devi inserire nella liberatoria anche problemi che potrebbero insorgere in futuro.

LA QUESTIONE DELLA CONDIVISIONE NELLA LIBERATORIA PER INTERVISTA

Hai creato la tua liberatoria e hai indicato il luogo nel quale l’intervista verrà pubblicata.

Bene, pensi sia sufficiente?

Ovviamente no.

Devi inserire anche i mezzi attraverso i quali verrà condivisa.

Qui si apre l’annosa questione delle modalità con le quali vengono scritte le clausole.

Generica così “ci sta tuttoo circostanziatama non ho margine di azione“?

Dipende dalle scelte, dipende dai casi specifici e dalla circostanze concrete.

Proviamo a fare un esempio.

Se l’autorizzazione alla pubblicazione prevede la condivisione su “tutti i social network collegati al blog“, per esempio, ci potrebbero essere delle recriminazioni nel caso in cui la condivisione avvenisse solo su alcuni canali.

Pensiamo per esempio al caso in cui l’intervista fosse legata alla promozione di un determinato prodotto (per esempio un nuovo e-commerce).

È evidente che in questa ipotesi la maggiore diffusione del post si trasformerebbe in maggiore pubblicità.

Non è lontano dalla realtà (ve lo garantisco) immaginare che ci potrebbero essere delle recriminazioni.

Ma certi social non li utilizzo, quindi, non posso condividere“.

Se hai inserito la frase “tutti i social network collegati al blog l’unico aspetto che importa è che siano collegati al blog.

Risulta del tutto ininfluente che siano utilizzati frequentemente o meno.

LE POSSIBILI RECRIMINAZIONI

Quali possono essere le possibili recriminazioni relative alla pubblicazione di una intervista?

Tutte quelle relative ad aspetti non regolamentati (quindi ecco perchè è necessario prevedere ogni singolo aspetto).

Non solo.

Tutte quelle che non sono regolamentate in maniera chiara e univoca, ossia prestano il fianco a varie interpretazioni.

Ci sono, in ogni caso, anche ipotesi nelle quali le recriminazioni dipendono dall’errata conoscenza della Rete.

Se, per esempio, dopo la pubblicazione di un’intervista (per la quale è stata rilasciata una liberatoria ineccepibile) si lamenta il fatto che altri utenti abbiano a loro volta condiviso quel contenuto bisogna fare qualche riflessione.

Non si tratta di problemi relativi alla stesura dell’autorizzazione.

Si tratta, almeno in questo caso specifico, di mancata conoscenza del meccanismo con cui funziona il web.

Dare l’autorizzazione per pubblicare un contenuto e poi pretendere che altri non lo ri-condividano significa non aver ben chiare le dinamiche di Internet.

E no, questo non lo si può inserire in una liberatoria, ma devi essere consapevole del fatto che le recriminazioni possono essere di qualunque genere.

Fondate o meno che siano devi essere pronto per farvi fronte.

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