La scuola a prova di privacy: la nuova guida del Garante

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La scuola a prova di privacy è la nuova guida del Garante che affronta il tema della privacy in ambito scolastico.

Un opuscolo di oltre 30 pagine (scaricabile dal sito del Garante della privacy) nel quale vengono trattati diversi argomenti.

La sezione denominata “vita dello studente” affronta diversi problematiche inerenti alla vita scolastica e chiarisce i limiti entro i quali non si possa parlare di violazione della privacy.

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Piovono zucchine e anche le critiche

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Piovono zucchine è un ristorante vegano, fino a qualche giorno fa sconosciuto a gran parte di noi.

Adesso tutti lo conoscono, ne parlano, lo criticano e ci scrivono post (sì anch’io lo sto facendo, ma non è come potrebbe sembrare…).

Ma andiamo per gradi.

La popolarità di Piovono zucchine

Il motivo della improvvisa popolarità del ristorante in questione risiede nel fatto che per pubblicizzare una cena (anche con scopi benefici) la tradizionale formula di Halloween “dolcetto o scherzetto” è stata sostituita con la tanto criticata “dolcetto o terremoto”, scatenando gli animi ancora duramente colpiti dal terremoto del centro Italia del  30 ottobre.

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WhatsApp e Facebook (e i vari te lo avevo detto)

WhatsApp e Facebook Federica De Stefani

WhatsApp e Facebook, in questi ultimi giorni, sono finiti sotto i riflettori per una “questione di dati“.

Te lo avevo detto io che bisogna cancellarsi dai gruppi di mamme, di calcio, di basket, di nuoto, di feste e compleanni vari“.

Certo, l’avevano detto in tanti, ma per motivi sempre diversi. I gruppi delle mamme sono delle seccature, i figli devono imparare senza l’aiuto delle mamme che chattano di compiti ed esercizi scritti male sul diario, i figli devono sostanzialmente imparare da soli. E WhatsApp è un mostro. Più o meno il senso è questo.

Eppure i motivi per cui l’Antitrust si sta occupando di WhatsApp e Facebook sono ben altra cosa.
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Gruppi di whatsapp: diritti e regole da rispettare

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Tra me e i gruppi di whatsapp c’è un rapporto molto controverso di amore e odio.

Non posso dire di amarli completamente, perchè in certi casi li detesto con tutte le mie forze.

Non posso neppure dire di odiarli, perchè in alcune occasioni sono come la manna dal cielo.

Li odio quando vengo inserita in quei mega gruppi per cene, compleanni, ritrovi vari, insieme ad altre millemila persone che non conosco. Ed è quindi tutto un susseguirsi di “Ciao sono Tizia, piacere” “Ah ciao io sono Caia, il piacere è mio” “Ciao io sono Sempronia, benarrivate alle new entry“.

Ma per carità! Lo so, sono antipatica, ma è più forte di me.

Li adoro quando sono di fretta e devo chiedere un passaggio per l’aspirante calciatore che deve andare all’allenamento. Un solo messaggio senza dover fare un giro interminabile di telefonate.

Di quanti gruppi whatsapp faccio parte?

Sono un numero assolutamente gestibile che sta sulla punta delle dita.

E voi, di quanti gruppi whatsapp fate parte? Li avete mai contati?

Quanti di questi gruppi avete creato voi? Siete sicuri di averli creati nel pieno rispetto dei diritti altrui?

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Charlie Hebdo, satira e coerenza

Charlie Hebdo terremoto

Charlie Hebdo pubblica una vignetta sul terremoto di Amatrice. Brutta, fuori luogo e che suscita il mio sdegno, così come quello di gran parte delle Rete.

Poi qualcuno si prende la briga di spiegare che la vignetta ha un significato diverso da quello che può sembrare. Il mio giudizio non cambia, così come quello di tanti altri.

Charlie Hebdo, come un bambino sorpreso con le mani nel vasetto della marmellata, coglie al volo l’ancora di salvezza (salvezza? mah…) e a ruota pubblica una seconda vignetta che serve per spiegare la prima.

Gli stessi che, immediatamente dopo l’attentato avvenuto nella redazione del giornale satirico, avevano manifestato la loro solidarietà con il #jesuischarlie adesso prendono le distanze con #iononsonocharlie.

E su questa presa di posizione francamente mi viene da pensare.
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Terremoto: come utilizzare i social network

Terremoto

Il terremoto dell’Emilia 2012 e il terremoto di Amatrice della settimana scorsa, per me, hanno un minimo comune denominatore: io c’ero.

In entrambi i casi l’epicentro era a qualche decina di chilometri da me: da casa mia nel 2012 e dal luogo delle mie vacanze quest’anno.

I due terremoti, però, sono molto diversi per quanto riguarda il loro (o forse il mio) impatto con i social network.

Nel 2012 tenevo la TV accesa e mi muovevo con i miei pargoli al seguito per ogni singolo spostamento. Si deve andare in cucina? Ok tutti in cucina. Si deve andare in bagno? Ok tutti in bagno. Loro erano piccoli (avevano 2 e 6 anni) ed io mi preoccupavo di averli vicini in caso fossimo dovuti scappare. Non ho ricordi particolari del terremoto online.

Il terremoto di Amatrice, invece, da subito è diventato un terremoto social. Dopo la scossa delle 3.36, mentre eravamo nella piscina del residence, interrogavo internet per capire cosa era successo.

Da quel momento, forse memore dell’esperienza del 2012, ho cercato di utilizzare i miei profili per diffondere notizie che potessero, in qualche modo, essere utili (o almeno a me sembravano così).

Sui vari social ho letto di tutto: polemiche, critiche, nuovi neologismi (ideati da Tizio, ma spacciati per propri da Caio), inviti al silenzio e di contro inviti ad andare avanti come se nulla fosse, retorica, pubblicità… Insomma tutto e il contrario di tutto.

Nessuno di noi ha la Verità assoluta, nessuno può dire cosa sia giusto o sbagliato, cosa si deve o non si deve fare, certo è che qualche consiglio, magari, potrebbe tornare utile (per me è stato così).

Ecco cosa ho imparato io dal terremoto.

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Postare foto senza consenso: sì o no?

postare foto senza consenso Federica De Stefani

Se decido di postare foto senza consenso dell’interessato devo essere consapevole del fatto che potrei ritrovarmi in guai seri.

Pubblicare infatti una foto che ritrae una persona senza il suo consenso è espressamente vietato dall’art.10 del codice civile.

Sicuramente molti lo sanno, eppure in tanti se lo dimenticano appena varcano la soglia per entrare nel mondo virtuale.

Accade infatti che sovente si fotografino le persone, si postino le foto online con commenti molto taglienti e ci si barrichi poi dietro alla satira o all’ironia.

Vedo una persona che non conosco che cattura la mia attenzione per qualche particolarità. Per l’abbigliamento, per un dettaglio, per qualsiasi cosa. Decido di fotografarla. Decido poi di postare la foto su qualche social network, ovviamente all’insaputa del diretto interessato e soprattutto senza il suo consenso. Scrivo un commento tagliente a corredo della foto e poi mi barrico dietro alla natura ironica o satirica del post.

Beh, sto commettendo un grave errore.
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Come costruire un blog a 4 (o più) mani

Come costruire un blog Federica De Stefani

Partiamo da una domanda semplice e diretta: ti sei mai chiesta come costruire un blog a 4 mani?

E perchè dovrei?” “No, non mi interessa” “Tanto non mi piacciono i lavori a più mani” “Per carità divina no, io non ho intenzione di complicarmi la vita con una cosa del genere” “Ne ho già abbastanza del mio blog, figuriamoci se aggiungo altro lavoro, ma anche no“.

Queste sono solo alcune delle risposte che vengono date più di frequente.

Poi accade qualcosa di inaspettato. Arriva la proposta della vita, quella alla quale non si può dire di no ed ecco che non si sa da che parte iniziare.

Come costruire un blog a 4 mani? Ah, ma è facile! Nessun problema, tanto non è nulla di diverso dal blog che già gestisco“.

In realtà non è proprio così.

Ci sono alcuni aspetti che devono essere valutati attentamente per evitare di trovarsi in situazioni poco piacevoli.

All’inizio tutto rose e fiori e poi? Iniziano gli screzi, le incomprensioni, le divergenze di vedute. E così si agisce a suon di password cambiate, di blog rubati, e appropriazione di profili social.

Tutto questo si può evitare se, nella fase iniziale, si regolamenta il rapporto in maniera precisa.
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Privacy: come tutelo la mia online

Privacy come difendo la mia Federica De Stefani

La mia privacy è sacra” e poi foto su tutti i social network, foto con descrizioni dettagliate, itinerari con tutti gli spostamenti, report di viaggi e gite fuori porta.

Incoerenza? Superficialità? Mancanza di informazione?

Dipende…a volte nessuna di queste, a volte tutte e tre insieme.

Ma tu cosa posti online? Come tuteli la tua privacy?”

Tu che leggi e mi segui cosa sai di me?

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Higuain passa alla Juve e il web si scatena

Higuain Federica De Stefani

Higuain, calciatore del Napoli, decide di rescindere il contratto che lo lega alla società partenopea e passa alla Juve con un’operazione di calcio mercato che si fregia del titolo di operazione più cara della storia del calcio italiano.

La clausola rescissoria che pagherà la Juve, infatti, ha un costo pari a poco meno di 100 milioni di euro.

(Sì centomilionidieuro, tutto attaccato e tutto d’un fiato che fa ancora più effetto).

E il web si scatena.

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